D1. Che cosa è l’attività di accompagnamento?
R.1. L’attività di accompagnamento è rivolta a tutti gli enti interessati dalla programmazione del Doc.U.P. Obiettivo 2 della Lombardia. Questa attività mette a disposizione degli enti locali la possibilità di:
D2. Che cosa è l’attività di sperimentazione?
R.2. L’attività di sperimentazione prevede la supervisione e partecipazione diretta degli esperti tematici ad alcuni processi di Agenda 21 che affrontino i temi del paesaggio e del turismo sostenibile per affiancare gli enti nell’applicazione degli approcci individuati nelle Linee Guida. Questa attività sarà rivolta ad alcuni degli enti interessati dalla programmazione del Doc.U.P. Obiettivo 2 della Lombardia (sono indicativamente attivabili almeno 3 progetti di sperimentazione per ognuna delle tematiche e fino ad un massimo di 13 progetti totali). La scelta delle esperienze che prenderanno parte alla sperimentazione sarà effettuata in base alle candidature avanzate dagli Enti pubblici nel corso delle iniziative di comunicazione (Workshops Territoriali).
D3. Dove saranno svolte queste attività?
R.3. Le attività di sperimentazione e le iniziative di comunicazione dell’accompagnamento si svolgono nelle aree interessate dalla programmazione del Doc.U.P. Ob2 della Lombardia. In particolare, le sperimentazioni prevedono la presenza degli esperti tematici presso gli enti interessati ed il loro attivo coinvolgimento nella definizione dei progetti.
D4. Quando saranno svolte queste attività per il Modulo Paesaggio & Turismo Sostenibile?
R.4. L’avvio delle sperimentazioni prevede una prima fase di raccolta delle candidature degli enti – febbraio 2005 - e, se necessario, una selezione delle stesse – inizio marzo 2005 -. Le sperimentazioni saranno progettate insieme a ciascuno degli enti coinvolti – marzo 2005 - e potranno avere una durata indicativa di 5 mesi (da aprile a settembre 2005).
D5. Da chi saranno svolte queste attività per il Modulo Paesaggio & Turismo Sostenibile?
R. 5. Le attività di supporto per l’accompagnamento e la sperimentazione sono svolte da Pafin ’91 e Progesam Italia (vedi link contatti). È inoltre svolta un’attività di assistenza on line (clicca il link nella sezione tematica del sito)
D.6. Abbiamo già iniziato il percorso di Agenda 21 nel nostro territorio. Come si relaziona il nostro progetto con il servizio di supporto fornito dalla Regione?
R.6. Il servizio di supporto fornito dalla Regione Lombardia è stato progettato per rafforzare i processi di Agenda 21 già avviati sul territorio e si concentra su tre tematiche, scelte in base alle caratteristiche delle aree Doc.U.P. e degli altri processi avviati (es. PISL).
D 7. Perché il tema del Paesaggio e del Turismo Sostenibile?
R.7. L’Italia, nonostante una gestione del territorio e dell’ambiente (e del paesaggio) che durante l’intero XX secolo è stata spesso colpevole, resta il paese con la maggiore diversità, che è fatta di biodiversità in senso stretto, di diversità culturale, di diversità e di unicità di paesaggi e questa resta la componente chiave di un turismo, che punta a diventare motore dell’intera economia e primo creatore di posti di lavoro. La diversità biologica e culturale e i caratteri peculiari del paesaggio rappresentano dunque la risorsa chiave del turismo e la loro tutela attiva rappresenta uno dei più importanti fattori di sostenibilità.
Per questa ragione il progetto pone un’attenzione prioritaria al tema del paesaggio culturale ed ha l’intento di stimolare l’attenzione alle tematiche del paesaggio e all’economia turistica sostenibile dentro Agenda e la nascita di progetti di riqualificazione, tutela e valorizzazione del paesaggio anche in vista dello stimoloincentivazione di attività economiche legate al turismo e al paesaggio.
D 8. Quali documenti e politiche di settore costituiscono la premessa per un’Agenda 21 Locale a tema Paesaggio & Turismo Sostenibile?
R.8. Carta Europea del Paesaggio (2000): introduce una nuova visione del paesaggio che riconosce un valore dinamico e interattivo e che valorizza anche la componente culturale e sociale del vissuto delle comunità; la Carta, sottoscritta da numerosi paesi, in via di ratifica anche da parte dell’Italia,definisce il paesaggio: “una parte di territorio, come viene percepita dalla popolazione, il cui carattere è il risultato di azioni naturali e/o umane e delle loro interazioni”. In modo ancora più esplicito nel Preambolo della C.E.P. viene formalmente sancito che “… il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all’attività economica, che, se salvaguardata, gestita e pianificata in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro..” e quindi il paesaggio è ambiente di vita sia sotto il profilo culturale, sia da un punto di vista economico, tanto nelle aree di grande pregio ambientale e naturalistico, quanto nelle aree urbanizzate dove si svolge la vita quotidiana della maggioranza dei cittadini europei. La novità più significativa della Convenzione riguarda l’introduzione del ruolo della percezione del paesaggio da parte della comunità, che non soltanto viene
“ammessa” nella sfera dei soggetti chiamati a decidere sul paesaggio, ma che viene chiamata a partecipare al riconoscimento stesso del paesaggio.
Carta Europea del Turismo durevole nelle Aree Protette (2000): obiettivi della Carta sono la promozione di un turismo conforme ai principi dello sviluppo durevole, che impegni le istituzioni che gestiscono le aree protette nonché i professionisti del turismo (imprese turistiche e tour operators). La Carta impegna i firmatari a definire ed attuare una strategia pluriennale a livello locale in favore di un “turismo durevole”, definita come “ qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette”, e di un programma di attività contrattuali a favore e mediante il territorio e le imprese firmatarie. Aderire alla Carta del turismo durevole significa inoltre adottare un metodo di lavoro fondato sul principio del partenariato, che si esprime in tutte le fasi di definizione e di attuazione del programma di sviluppo turistico durevole; la partecipazione è dunque uno dei principi cardine della Carta.
D 9. Chi deve essere coinvolto nelle Agende 21 Locali che vogliano trattare il tema del Paesaggio e del Turismo sostenibile?
R.9. La buona riuscita di un’Agenda 21 locale a tema Paesaggio & Turismo Sostenibile richiede anzitutto il coinvolgimento, all’interno dell’Ente locale promotore, dei rappresentanti di molteplici settori dell’Ente stesso, per garantire la necessaria integrazione tra il paesaggio e le politiche di pianificazione del territorio, urbanistiche e in quelle a carattere culturale, ambientale, agricolo, sociale ed economico, nonché nelle altre politiche che possono avere un’incidenza diretta o indiretta sul paesaggio (fornitura dei servizi pubblici territoriali che concorrono alla qualità della vita e di gestione del territorio in senso lato; pensiamo ad esempio agli assessorati e uffici Urbanistica, Cultura, Turismo e Commercio, Attività produttive, ma anche Mobilità, Igiene urbana, Acquedotto e fognature,…).
Più in generale, tenendo conto dei “Major Groups Agenda 21” indicati dall’Onu, le categorie di soggetti che l’Ente Locale promotore dovrebbe in particolare assicurarsi di avere ai tavoli di un’Agenda 21 che voglia affrontare i temi del paesaggio, dei beni culturali e del turismo sostenibile sono:
D 10. Che tipo di progetti possono scaturire da un’Agenda 21 Locale a tema Paesaggio & Turismo Sostenibile?
R.10. Tra le tipologie di progetti e di iniziative che possono comporre un Piano d’Azione di Agenda 21 Locale Paesaggio & Turismo Sostenibile possiamo citare:
D 11. Con quali strumenti di pianificazione territoriale si deve relazionare un’Agenda 21 Locale a tema Paesaggio & Turismo Sostenibile?
R.11. Anzitutto con gli strumenti di pianificazione paesistica Regionale, Provinciali e degli Enti Parco, nonché con gli strumenti regolamentari e di pianificazione/programmazione degli Enti territoriali e locali (Comuni, Comunità Montane, Enti Parco, …), quali ad esempio: gli strumenti urbanistici e i loro piani e programmi attuativi di dettaglio, il Regolamento Edilizio e le Norme tecniche di attuazione del P.R.G., i Piani Integrato di Sviluppo Locale, la pianificazione in materia di mobilità e trasporto pubblico, la pianificazione in materia di servizi pubblici (gestione rifiuti, gestione ciclo idrico, …), il Piano Agricolo Provinciale, il Piano Socioeconomico delle Comunità Montane, …